Presentazione di Giorgio Pilla

Artista eclettica, direi curiosa di sperimentare tecniche e linguaggi assai diversi tra loro, ma uniti dalla forza immaginativa e propulsiva dell’Autrice, per dialogare, comunicare con la gente a mezzo di operazioni culturali che hanno in comune l’intelligenza del dettato, unica speranza che ha il mondo di salvarsi da una barbarie incombente fatta di ignoranza e volgarità.

La BASILIO si affida a più vie di comunicazione sperando di farsi udire dal maggior numero di individui possibile, che non siano massa, ma singola mente interlocutoria dotata di libero arbitrio. Per arrivare a vestire questa speranza si avvale, tra l’altro, di un tipo di “arte povera” qual’è la stampa su tessuto di cui alcuni esempi sono davanti ai nostri occhi; opere queste checi ricordano, per una certa autonomia di linguaggio, altri esempi di un grande del passato più recente, quell’ALIGHIERO BOETTI famoso per le sue “ Mappe “ e i suoi “arazzi”. Qui la BASILIO non intende certamente percorrere le stesse vie colloquiali, ma merita questo accostamento per la qualità tecnico/estetica che si percepisce e che la rapporta, in qualche modo, al grande Artista. I suoi velluti stampati a mano appaiono eleganti versi poetici e talvolta filosofici, per cantare la bellezza del mondo ( cfr. ALTANA ) oppure “St.AGOSTINO “ ove i pensieri di questo Padre della Chiesa si mostrano come pezzi di un puzzle in costruzione. Quando si avvale di altri materiali dimostra conoscenza e capacità operativa non comune facendo coniugare prodotti naturali quali l’acciaio ed il vetro dal cui incontro nascono opere uniche per foggia e sentimento, quali: “ INTRECCI CAOTICI” e “ ARPA” splendidi esempi di tecnica mista con vetro massello, colmi di mistero esistenziale.

L’Artista non dimentica, tuttavia, di essere pittrice e scultore e con tali mezzi operativi ci offre opere dense di un pathos indimenticabile, ricordiamo il dipinto con tecnica cubo/futurista “ PERCORSO DELLA VITA “ ed una armoniosa, straniante “TORRE “ realizzata con simboliche trasparenze, simbolo, crediamo, della caducità umana.

Giorgio Pilla

Critico d’arte